domenica 14 febbraio 2010

Una storia di un uomo qualunque

-->
La Sardegna, la mia isola e la mia terra! Una zattera a forma di piede, che galleggia nel mar Mediterraneo!
Non sono che un piccolo uomo, di un piccolo villaggio! E la mia storia non è che una piccola storia di un uomo qualunque!
Di questa terra e dei suoi uomini possiedo le fattezze, le radici del pensiero, il silenzio delle pietre, la calma e il fluire lento e costante del tempo, la durezza dei tratti, la testardaggine degli alberi piegati dalla forza del vento, che tuttavia perdurano e assumono nuove forme e scolpiscono il paesaggio.








Dei miei primi anni d'infanzia non ho che dei ricordi vaghi, immagini di sogno, offuscate e interrotte da piccoli frammenti di vita quotidiana: mia madre stanca, nervosa e affaticata dalle sue mille incombenze, la povertà, le gravidanze, la famiglia che cresceva, portare il grano al mulino, farne farina, farne pane, pasta, cibo...e davvero poco, poco tempo per attenzioni materne!
Mio padre si chiamava Antonio, a parte il cognome, nell'aspetto aveva poco di Sardo, con i suoi occhi azzurri, la sua carnagione bianca, la sua calma, la sua bonarietà; faceva l'agricoltore, e sebbene povero fra i poveri, si considerava fortunato perché possedeva un giogo di buoi, un cavallo, un carro, mentre altri non possedevano che zappa e aratro.
Iniziai ad andare in campagna con lui all'età di circa sei anni, i miei compiti allora erano badare ai buoi, dare loro da mangiare, da bere, e custodirli come il tesoro più prezioso.
Quando la sera mio padre rientrava per portare i frutti del raccolto, poiché i furti di bestiame erano consueti, io restavo nei campi per controllare che nessuno rubasse il nostro giogo.
Solo, con le paure di un bambino, mi rannicchiavo accanto ai buoi, come Gesù, mi scaldavo con il calore del loro respiro, mi nascondevo e cercavo rifugio e protezione, in coloro che in realtà avrei dovuto difendere !
Nell'oscurità fatta di ombre ostili, fruscii, strani rumori, le mie fantasie di bambino si animavano; i cespugli, gli alberi diventavano oscuri mostri che agitavano le braccia, il passaggio fulmineo di una lepre, diventava il ladro che spiava e tendeva un agguato!
Tutto di quel paesaggio familiare diventava nel buio della notte, ostile e minaccioso; quando infine il sonno giungeva e le paure sfumavano lentamente vinte dalla stanchezza, era ormai trascorsa buona parte della notte!
Al risveglio ero ancora stanco, ma rasserenato, albeggiava e tutti i contorni del paesaggio, avvolti dalla luce rosata dell'aurora, assumevano man mano, il loro aspetto familiare; gli alberi, le pietre, i muretti a secco, i nuraghi in lontananza, la linea netta del confine fra terra e cielo, ogni cosa che nell'oscurità era scomparsa, lasciandomi senza punti di riferimento, aveva ora ripreso il proprio posto, e io con loro, parte del tutto, mi sentivo albero e terra e cielo;
Non sapevo niente della grandezza e delle altre meraviglie che stavano al di là della linea dell'orizzonte, ne forse volevo sapere!
Di queste albe non ho più potuto fare a meno, e non c'è stato giorno della mia vita, che non abbia assistito al nascere del giorno; ma lentamente, e quasi senza accorgermene un velo è sceso sui miei occhi, oscurandoli,
“ Maculopatia senile” mi hanno detto, e la notte ostile e minacciosa con le sue ombre, che tanto temevo da bambino, domina ogni ora della vita che mi resta!
Poiché il mio sguardo non si fermerà più in contemplazioni future, non mi rimane che volgere la mia attenzione alle immagini della memoria, che ancora si conservano intatte nei sogni e nei ricordi!
Della mia famiglia d'origine, sono rimasto solo io, unico superstite.
Avrei voluto condividere con i miei fratelli, le memorie della nostra infanzia, alle volte mi accade di parlare con loro in sogno...sorrido un po cinicamente e penso che solo in sogno, i miei occhi possano ancora vedere!
Di ciò che è stato, del resto della mia vita, delle strade prese perché obbligato(che mi catapultarono in una Guerra che non avrei voluto combattere e contro un nemico di cui non sapevo niente..), di quelle prese per sbaglio, di quelle decisive che diedero una svolta alla mia vita, di quelle non intraprese per poco coraggio, di quelle intraprese con beata incoscienza, di quelle prese e lasciate a metà, di quelle che infine mi portarono all'unica strada maestra che attualmente mi trovo percorrere, senza più bivi o deviazioni, dritto verso l'ultimo traguardo, lascio quanto di scritto possiedo, lascio quanto di detto è rimasto nella memoria dei miei figli, e di coloro che pazientemente mi ascoltarono e mi ascoltano, lascio quanto non detto e non dirò...perché non solo la Storia, la Grande Storia che conosciamo, ma anche l'uomo qualunque ha i suoi scheletri nell'armadio, e c'e' sempre qualcosa in ogni uomo, che verrà perduto per sempre con lui..c'è sempre qualcosa in ogni Grande Storia che non verra' mai rivelata.
(Janas)

16 commenti:

Vania e Paolo ha detto...

...nessuna Storia è qualunque...
...una vita ...
...un respiro...
è parte della Storia...del nostra presente.

Un caro saluto...complimenti per la descrizione...emozionante...sottofondo perfetto. Vania

Luigina ha detto...

Janas, ho un groppo di commozione in gola, dopo aver letto il testamento spirituale di un uomo che per te non sarà mai un uomo qualunque. Nessuna parola trovo sia adatta a completare quello che tu/lui avete scritto e che rappresenta la storia di tanti uomini qualunque che hanno fatto grande la tua isola e il nostro paese

UIFPW08 ha detto...

Con il profumo della vita mi fai sempre sognare, con le delicatezza delle parole riesci a colorare ricordi che non si dimenticheranno piu.
Maurizio

Baol ha detto...

Ciao Janas, un abbraccio forte

guglielmo ha detto...

Davvero commovente questo squarcio di vita. Tieniti stretti questi ricordi. Ciao

JANAS ha detto...

Vania...non nessuna storia lo è!! Grazie e un saluto anche a te :)

Luigina ..certo per me non potrebbe essere un uomo qualunque, con i suoi pregi e suo difetti...! un abbraccio :)*


Maurizio..grazie! Sei sempre carino e gentile ...:)

Baol..un abbraccio forte anche a te!! :)
hai visto ?..ho seguito il tuo consiglio e ho scritto qualcosa di mio!!
(appena posso ti scrivo...)


Guglielmo...si!!!:))))))))
del resto come potrei dimenticarli?
E' da quando sono nata che li sento raccontare e ri_raccontare!! :)))))))))))

riri ha detto...

Ciao, uno spaccato di vita che emoziona e coinvolge, la descrizione bella e semplice di una persona importante..grazie Janas, ti abbraccio forte.

Caty ha detto...

grazie del dono delle tue parole

Niente Barriere ha detto...

Ciao e complimenti per il Blog molto interessante. La parola Janas per me che sono di Seneghe, mi ricorda piacevoli emozioni grazie anche all'omonimo gruppo musicale :)

un salutone

MAURIZIO ha detto...

Un viaggio nell'anima dell'uomo. Qualsiasi uomo. Quello che bisognerebbe percorrere ogni giorno per affrontare il presente.
Grazie di averlo condiviso.

JANAS ha detto...

Riri .. naturalmente accolgo il tuo abbraccio con un altro abbraccio! :)*


Caty :D grazie a te!!

Niente Barriere...anche il tuo nome mi piace per la sua valenza positiva!!
Conosco quel gruppo e ho sentito alcune loro canzoni!!:D

Maurizio si ...ogni tanto bisognerebbe farlo!
E' sicuramente un viaggio low cost ma può portarci più lontano di quanto si creda e in mondi che crediamo di conoscere ma forse non conosciamo bene fino in fondo!

UIFPW08 ha detto...

Janas.. dove sei?

Ishtar ha detto...

Mia cara conterranea...un abbraccione caldo e affettuoso...ogni nostro vissuto sentiero percorso, ha mille lati sfaccettature, a noi raccogliere e collocare nel posto giusto i pezzi del nostro infinito puzzle :)buona giornata

Kniendich ha detto...

Janas... quante cose avrei da raccontarti...e vorrei raccontarti... ma il tempo non mi da tregua, per ora.. ma ci sono..

Buona notte..

JANAS ha detto...

Maurizio, ogni tanto sto in silenzio, ma questo non vuol dire che io non ci sia :)

Ishtar ciao bellissima!! :D si...non e' facile...ma credo che sia cosi!


Kniendich come ti capisco!! Anche per me ultimamente è così :(((...ci sono, ma ho poco tempo rispetto a prima!! Ma sono convinta che per ogni cosa c'è un suo tempo...che gli amici si ritrovano sempre...anche quando siamo assorti o impegnati in altre cose, e quando questo succede, beh..quello è sempre il momento giusto!
un abbraccio!

Max ha detto...

Buona primavera!