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venerdì 25 aprile 2008

cos'è la verità? Un mondo di percezioni?

Tony in un suo commento mi ha dato uno spunto su una riflessione che ogni tanto ritorna con i suoi corsi e ricorsi;
quando frequentavo l'Università a Firenze, insieme a due mie amiche, mi ritrovai a discutere su cosa fosse la verità e se esistessero delle verità assolute valide per tutti.
Inutile dire che l'argomento fece nascere pareri discordanti, seppure nell'ambito di una civilissima discussione, che rimase come la maggior parte delle discussioni, con nessun punto d'arrivo, ovvero ognuno rimase convinto delle "proprie" verità!
Certo il fatto di confrontarci ognuno con le sue opinioni ha stimolato ulteriori riflessioni sull'argomento! Io sostenevo che non esiste una verità valida per tutti e il concetto per linea generale si riassume nella mia risposta a Toni:
"ultimamente ho constatato che non esiste una "sola" verità..una verità univoca insomma, che vale per tutti..ognuno ha una sua verità che spesso non coincide con quella dell'altro! io guardo una cosa e la vedo in un modo..tu probabilmente la stessa cosa in un altro..
l'oggetto di per se ha la sua verità, egli rimane quello che è indipendentemente da chi lo guarda, ma noi viviamo ahimè in un mondo di percezioni...le nostre verità sono queste percezioni! possiamo considerarle attendibili?
Le mie stesse percezioni vengono continuamente smentite, e ciò che per me era vero un tempo, poi si modifica e diventa un altra cosa, un modo diverso di sentire!
Provo a spiegarvelo con un esempio...quando andai a Firenze, in gita a 13 anni, questa città mi affascinò cosi tanto per la sua bellezza, per la sua atmosfera, per le sue opere d'arte..che in cuor mio pensai, io qui ci verrò a vivere perchè questo posto è un luogo meraviglioso!
Ci sono andata a vivere per tre anni e all'entusiasmo iniziale, è subentrato un altro modo di percepire questa città, sarà stata la nostalgia per la mia terra, per gli affetti ...ma non mi sentivo di farci parte, e la sua bellezza, l'armonia delle proporzioni dei suoi palazzi, il fascino di Ponte Vecchio, la bellissima Piazza Della Signoria e la sua gente per me erano cose fredde e distanti!
Ma non erano loro ...ero io e il mio modo di sentirle! Era la mia verità che non coincideva con quella dei 13 anni e che probabilmente non coinciderà con un mio nuovo modo di vederla oggi!
Un giorno tornerò per le viuzze strette del centro...dove un tempo ho misurato la lunghezza dei palazzi e ho disegnato finestre inginocchiate, mentre venivo investita da onde di cinesi e giapponesi come un infestazione di cavallette con le loro vocine incomprensibili e le loro macchine fotografiche pronte allo scatto delle cose più disparate e impensabili;
in Piazza Della Signoria e al Duomo ...fotografavano le vetrine...le scarpe...strane verità...strani modi di percepire la bellezza e l'arte...non meno strambe delle mie, che rimpiangevo i miei nuraghi solitari e le povere case semplici, i vecchi seduti sull'uscio, le donne anziane con il loro scialle nero!
In conclusione per ritornare all'interrogativo iniziale: noi viviamo ahimè in un mondo di percezioni...le nostre verità sono queste percezioni! possiamo considerarle attendibili?
Possiamo davvero credere che quello che vediamo con i nostri occhi, sentiamo con le nostre orecchie, e annusiamo con il nostro naso, crediamo con la nostra logica, sia la medesima cosa che vedono, sentono, annusano e credono gli altri?
E se non è così, dove sta la verità, nel nostro modo di vedere o nel loro? in nessuno di essi?


25 apr 08, 22:13
Berry: dimmi la verità, se esite..

25 apr 08, 22:15
janas: la verità non l'ho ancora trovata ...se pure ti dicessi che non esiste..non potrei spacciarla per verità ...cadrei in contraddizione

Berry: chi cerca trova ja'