lunedì 23 gennaio 2017

usare a proprio arbitrio il mondo sensibile

Magia è = arte di usare a proprio arbitrio il mondo sensibile
Novalis

domenica 22 gennaio 2017

Neve


                        La sede dell'anima è là dove il mondo interiore tocca il mondo esteriore.
                        Novalis

L'amicizia, l'amore e la pietà

(...)
Il primo passo sarà uno sguardo verso l'interno, un visione singola del nostro sé. Ma chi si ferma qui, arriva solo a metà.
Il secondo passo deve rivolgere uno sguardo operante verso l'esterno, un'osservazione attiva e continuata del mondo esteriore.(...)
(..) L'amicizia, l'amore e la pietà dovrebbero essere maneggiate col massimo mistero.
Bisognerebbe parlarne solo in momenti rari, fidati, intendendosi in silenzio.
Molte cose sono troppo tenere per il pensiero, e tanto più per ragionarvi sopra. (...)
Novalis

mercoledì 16 novembre 2016

Principi buoni e Principi cattivi

Photo © Janas - Principi buoni e Principi cattivi.
Tutti i diritti riservati 

C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna.
(Pitagora)



La schiava migliore
non ha bisogno d'esser picchiata.
Si picchia da sé.
Non con una frusta di cuoio,
o con bastoni e verghe,
non con un randello
o con un manganello,
ma con la frusta fine
della sua stessa lingua
e il battere sottile
della sua mente
contro la sua mente.
Chi può infatti nutrire per lei metà
dell'odio che nutre essa stessa?
e chi può eguagliare la finezza
degli insulti che si rivolge?
Anni di allenamento
occorrono per questo.
Venti anni
di auto-indulgenza
e negazione di sé;
finché il soggetto si ritiene una regina
e pure una mendicante -
le due cose allo stesso tempo.
Deve dubitare di sé
in tutto fuorché l'amore.
Deve scegliere appassionatamente
e malamente.
Deve sentirsi perduta come un cane
senza il padrone.
Deve riferire tutte le questioni morali
al proprio specchio.
Deve innamorarsi di un cosacco
o di un poeta.
Non deve mai uscire di casa
se non celata sotto il trucco.
Deve portare scarpe strette
perchè sempre ricordi di essere schiava.
Non deve dimenticare
che è radicata nel terreno.
Benché sia svelta nell'apprendere
e riconosciuta intelligente
il dubbio che istintivamente ha di sé
la deve rendere così debole
che si applica brillantemente
a mezza dozzina di opere d'ingegno
e così abbellisce
ma non cambia
la nostra vita.
Se è un'artista
e quasi quasi è un genio,
il fatto stesso d'avere questo dono
deve riuscirle così penoso
che si toglie la vita
piuttosto che vincerci.
E dopo la sua morte, piangeremo
e ne faremo una santa.

__ Erica Jong - "Alcesti al Circuito della Poesia" __

(1973)

martedì 15 novembre 2016

Davvero - Lea Goldberg



Photo © Janas - autoritratto - tutti i diritti riservati e riproduzione vietata

Davvero
Davvero verranno ancora giorni di perdono e di grazia/ e camminerai nel campo come l’ingenuo viandante./ La pianta dei tuoi piedi nudi accarezzerà i fili d’erba,/ e le sommità delle spighe ti pungeranno, e la loro puntura sarà dolce,// oppure la pioggia ti sorprenderà, con la massa battente delle sue gocce/ sulle spalle, sul petto, sul collo e ti rinfrescherà il capo./ Davvero camminerai ancora nei campi e la quiete si diffonderà in te,/ respirerai il profumo del solco trovando pace a ogni respiro// vedrai il sole nello specchio della pozza dorata/ le cose e la vita saranno semplici e sarà permesso toccarle/ e sarà permesso, permesso, permesso amare./ Camminerai nei campi da sola,/ non ti brucerai nella vampa degli incendi,// in strade indurite dal terrore e dal sangue./ E con cuore sincero sarai di nuovo umile e docile/ come un filo d’erba, come un essere umano,/ cui è permesso, permesso, permesso amare.
Davvero -  Lea Goldberg