(Enrique Barrios da "Ami, un amico dalle Stelle)
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini
"io viaggio con la nostra terra e sempre vivono, con me, lontano, le essenze longitudinali della mia patria" (P. Neruda)
"Ho sentito dire che alcune farfalle hanno provato
a rivelare ai bruchi che potevano volare, ma essi non
ci hanno creduto.
Il bruco dice: «No! Può essere possibile per te, ma non per noi.
Tu sei una farfalla, noi solo bruchi!
Noi sappiamo solo strisciare». E chi sa
solo strisciare come può immaginare di volare? È
una dimensione diversa, completamente diversa: la
Lo stato del cammello è quello dell’assimilazione. Il cammello non sa dire no. Fede e obbedienza: queste sono le caratteristiche dello stadio chiamato “il cammello”.
...
Questo è uno stato di pre-mente e di pre-io; ancora non c’è alcuna mente. La mente si sta sviluppando, ma non è un fenomeno completo; è molto vaga, ambigua, oscura, nebulosa.
L’io sta nascendo, ma non è ancora nato: non è chiaramente definito
L’indipendenza subentra solo tramite il no; tramite il sì, nasce solo la dipendenza. Pertanto, in questo stadio del CAMMELLO c’è dipendenza, impotenza. L’altro è più importante del tuo essere: Dio è più importante, il padre, la madre, la società sono più importanti. Il prete e il politico sono più importanti. Eccetto te, tutti sono importanti. L’altro è importante, mentre tu ancora non esisti.
E' uno stato molto inconsapevole. La maggioranza delle persone resta bloccata qui: restano cammelli. In pratica, il novantanove per cento delle persone restano cammelli.
E una situazione molto triste: il novantanove percento dell’umanità resta allo stato di larve, di cammelli.
Ecco perché esiste tanta infelicità e nessuna gioia.
Puoi cercare la gioia all’infinito, ma non la troverai, perché non ti viene data dall’esterno;
se non diventi un bambino, una farfalla — a meno che tu non raggiunga il terzo stadio —, non potrai conoscere la gioia. Non è qualcosa che ti viene dato dall’esterno, é una visione che si sviluppa dentro di te, è possibile unicamente nel terzo stadio.
Il primo stadio è infelice, il terzo è estatico, e tra i due c’è lo stato del leone, il quale talvolta è infelice e talvolta è estatico, talvolta soffre e talvolta prova piacere.
Allo stadio del CAMMELLO sei un pappagallo. Non sei altro che ricordi. Tutta la tua comprensione consiste di credenze che ti hanno dato gli altri. Qui troverai i cristiani, i musulmani, gli hindu, i giainisti e i buddisti. Se vai nelle chiese, nei templi e nelle moschee, troverai grandi raduni di cammelli. Non vi troverai un solo essere umano. Costoro sono come pappagalli che ripetono ciò che hanno sentito; non sono ancora usciti dall’inconsapevolezza, dal loro sonno.
E ricorda: non sto dicendo che questo stadio non sia necessario; lo è, ma una volta completato, bisogna saltarne fuori. Non siamo a questo mondo per restare cammelli tutta la vita. (...)
Ogni cosa ha la sua stagione. Nel primo stadio tutti devono essere un cammello, dire sì e credere in tutto ciò che viene dato loro, assimilandolo e digerendolo. Ma questo è solo l’inizio del viaggio, non la fine.
Il secondo stadio è difficile. Il primo te lo dà la società: per questo esistono milioni di cammelli e pochissimi LEONI. Quando sei diventato un cammello perfetto, la società ti abbandona; al di là di quello,non può fare altro per te. E lì che finisce il lavoro della società, della scuola, del college, dell’università. La società ti lascia in quanto cammello perfetto... con tanto di certificato!
Un LEONE lo devi diventare da solo, ricorda. Se non decidi di diventare un leone, non lo diventerai mai. Questo è un rischio che si devono assumere gli individui. E' un azzardo; ed è anche molto pericoloso, perché diventando un leone darai fastidio a tutti i cammelli intorno a te: sono animali amanti della pace, sempre pronti a fare compromessi. Non vogliono essere disturbati, non vogliono che al mondo accadano cose nuove, perché tutte le novità danno loro fastidio. Sono contro i ribelli e i rivoluzionari; e non solo per ciò che concerne le cose importanti, bada bene... non sono contrari solo a Socrate e a Cristo, che sono portatori di grandi rivoluzioni. I cammelli hanno paura di cose così insignificanti che ogni volta rimarrai sorpreso.
I LEONI non sono benaccetti; la società crea loro ogni sorta di complicazioni. I cammelli ne hanno paura; disturbano la loro tranquillità e il loro sonno, creano preoccupazioni. Ma il vero problema è che evocano nei cammelli il desiderio di diventare leoni. Il primo stato, quello del cammello, è dato dalla società. Il secondo va conseguito dall’individuo. Realizzandolo, ti trasformi in un individuo, diventi unico; non sei più un conformista, non fai più più parte di una tradizione. Il bozzolo cade e diventi un bruco, cominci a muoverti.
Lo stato del LEONE ha queste caratteristiche: indipendenza, capacità di dire di no, disobbedienza ribellione contro l’altro, contro l’autorità, il dogma, le scritture, la chiesa, il potere politico, lo Stato. Il leone è contro tutto! Vuole distruggere ogni cosa e ricreare il mondo da capo, più vicino alle aspirazioni del cuore; ha in mente grandi sogni e utopie. Ai cammelli sembra un folle, perché essi vivono nel passato mentre il leone comincia a vivere nel futuro.
Si crea una frattura enorme. Il LEONE annuncia il futuro, e quest’ultimo arriva soltanto se il passato viene distrutto. Il nuovo può venire alla luce solo se il vecchio cessa di esistere, lasciando spazio al nuovo. Il vecchio deve morire per consentire l’esistenza del nuovo. Pertanto, tra il LEONE e il CAMMELLO è un conflitto continuo, e i cammelli sono la maggioranza.
Il LEONE si manifesta solo una volta ogni tanto, è un’eccezione, e l’eccezione non fa che confermare la regola.Lo scetticismo e il dubbio sono i suoi tratti distintivi.
(..)
Il CAMMELLO è non-egoista, il LEONE è molto egoista. Il CAMMELLO non sa nulla dell’ego, il LEONE non conosce altro. Ecco perché tutti i rivoluzionari, i ribelli — i poeti, i pittori, i musicisti — sono molto egoisti. Sono bohémien: vivono per conto proprio, pensano ai fatti loro; non s’interessano affatto agli altri. Che vadano all’inferno! Costoro non fanno più parte di una struttura, ne sono liberi. Il processo del movimento, il ruggito del leone, è inevitabilmente egoista: essi hanno bisogno di un ego molto forte per addentrarsi in questa dimensione.
A ogni individuo va insegnato l’ego, prima che lo possa abbandonare. Ognuno deve giungere ad avere un ego molto cristallizzato, solo allora abbandonarlo è di qualche utilità, non altrimenti.
Il primo stato, il cammello, è inconscio. Il secondo,il leone, è subconscio: è un p0’ più elevato dell’inconscio.
Quel cambiamento è una sorta di inversione. Il cammello inizia a stare a testa in giù e si trasforma nel leone. Il CAMMELLO dice sì, il LEONE no; il CAMMELLO obbedisce, il LEONE disobbedisce; il cammello è positivo, il leone negativo.
E comprensibile: il cammello ha detto così tanti si che avrà represso il no. Il no si accumula e arriverà un punto in cui vorrà prendersi la rivincita sui sì. La parte negata desidera vendicarsi. A quel punto la ruota inverte il suo corso e il cammello si capovolge, trasformandosi nel leone.
La differenza tra il cammello e il leone è enorme, ma i due animali restano sullo stesso piano. Il bozzolo è fermo in un punto; il bruco comincia a muoversi, ma sulla stessa terra. C’è movimento, ma avviene allo stesso livello. Il primo stato è dato dalla società: il tuo essere un cammello è un dono della società. Essere un leone, invece, sarà un dono che farai a te stesso; se non ami te stesso, non ci riuscirai
Se non vuoi diventare un individuo che ha una sua unicità per diritto di nascita, se non ti assumi il rischio di andare controcorrente, non riuscirai a diventare un leone.
D’altra parte, se comprendi il meccanismo, il LEONE e si forma nel cuore stesso del CAMMELLO. Dicendo continuamente sì e reprimendo il no, quest’ultimo accumula sempre di più. Arriverà un giorno in cui sarai stufo di dire sì: anche solo per cambiare un po’, avrai il desiderio di dire no. Il sapore del positivo è venuto a noia, è diventato monotono; solo per cambiare, si prova il no.
E così che il CAMMELLO, per la prima volta, inizia sognare il LEONE. E una volta che hai assaporato il no — il dubbio, lo scetticismo — non potrai mai tornare a essere un cammello, perché essere un leone porta con sé una libertà incredibile, implica essere liberi.
La maggioranza è ferma al livello del cammello, la minoranza a quello del leone. “Maggioranza”
vuol dire le masse, “minoranza” l’intellighenzia. Gli artisti, i poeti, i pittori, i musicisti, i pensatori, i filosofi e i rivoluzionari sono fermi al secondo stadio.
Sono molto meglio dei cammelli, ma il viaggio non è ancora concluso: non sono arrivati a casa.
Il terzo stadio è il bambino.
Dal cammello al leone, è evoluzione;
dal leone al bambino, è rivoluzione.
Il primo stadio, il cammello, era dipendenza; il secondo era indipendenza. Ma nell’innocenza si arriva a scoprire che non esistono né la dipendenza né l’indipendenza. L’esistenza è interdipendenza: tutti dipendono gli uni dagli altri.
Tutto è un’unica entità. Viene alla luce il senso del Tutto: non io, non tu. Nessuna fissazione sul sì o sul no; e neppure fissazioni sul dire sempre sì o sempre no. Più fluidità,più spontaneità: né obbedienza né disobbedienza, ma spontaneità. E' nata la responsabilità. Si risponde all’esistenza, non si reagisce in base al passato, né si reagisce in funzione del futuro.
Il cammello vive nel passato, il leone nel futuro. Il bambino vive nel presente, qui e ora.
Il cammello è pre-mente, il leone è mente e il bambino è post-mente, o nonmente.
Il cammello è pre-io, il leone è io e il bambino è post-io, o non-io.
Il bambino semplicemente è: ineffabile e indefinibile. E un mistero, una meraviglia.
Il cammello ha ricordi, il leone sapere e il bambino saggezza. Il cammello è cristiano, hindu, musulmano, teista; il leone è ateo; il bambino è religioso:
non è teista, hindu, musulmano, cristiano, ma nemmeno ateo o comunista. La sua è pura religiosità, la cui qualità è amore e innocenza.
Verticale e orizzontale: il viaggio nelle profondità del qui e ora
brani tratti da "Liberi di essere" di Osho
Sono d'accordo su tutto? non lo so..certo che mi ha fatto riflettere parecchio e ancora devo ulteriormente approfondire quanto letto con altre riflessioni.. inizialmente volevo fare una sintesi, ma mi sembrava così di indirizzarvi verso un mio punto di vista ,che tra l'altro ancora non ha del tutto preso corpo, allora ho pensato fosse meglio che vi riportassi in parte le cose esattamente come sono state espresse nel libro..senza intervenire con nessuna interpretazione da parte mia!
ps. per Stefi...riguardo al fatto che le cose non accadono casualmente...guarda sulla colonna a destra ...tempo fa per gioco ero entrata in un sito dei tarocchi di Osho...e dopo aver espresso una domanda, la carta di risposta in cui era rappresentato un leone, fu questa:
È tempo di dare uno sguardo al riflesso del tuo volto nello stagno, e di fare un passo per spezzare qualsiasi cosa tu sia stato condizionato dagli altri a credere di te stesso. Danza, corri, scuotiti, fai gibberish - fai qualsiasi cosa ritieni necessaria per svegliare il leone che dorme dentro di te. (testo tratto dal sito:http://www.osho.com - la carta del Condizionamento)
Ora tralasciando l'aspetto ludico della cosa, quelle parole per me avevano assunto un altro significato : quello delle risposte, che quando cerchi e stai attenta a cogliere i segnali, ti vengono da ogni dove...anche da una persona incontrata per strada o su un autobus, da un email ricevuta da una amica, da un libro che ti chiama..:)))))
e le bolle di sapone, e gli uomini ad esse simili, siano coloro che sanno meglio che cosa è la felicità.
graziose, mobili, svolazzano qua e là per curiosità; e ciò induce Zarathustra a commuoversi fino alle lacrime e al canto.
da allora non voglio più ricevere, spinte per muovermi.
ora io vedo sotto di me, ora danza un dio in me."Dario Chioli
cito qualcuno di cui non ricordo il nome:
Non c'è che un solo peccato ed è RUBARE
tutti gli altri peccati sono una variante del furto.
quando tu uccidi un uomo
gli stai rubando la sua vita
rubi il diritto a sua moglie ad avere un marito
stai rubando ai suoi figli il diritto di avere un padre
quando dici una menzogna
rubi il diritto di qualcuno alla verità
non c'è niente di peggio che rubare.
(dal libro il Cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini)
Quando non sono qui, potete trovarmi qua, nell'altro mio blog: foto by JANAS
I miei amici non li tengo nella colonna a destra...ma nel cuore a sinistra!
e non sto parlando di politica!!
Janas (14/02/09)
Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
-Pablo Neruda-