mercoledì 15 aprile 2009

ho bisogno ....di sogni che abitino alberi

La meraviglia si trova ad ogni istante…
(Enrique Barrios da "Ami, un amico dalle Stelle)



Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti. Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini

Liberi di Essere

"Ho sentito dire che alcune farfalle hanno provato

a rivelare ai bruchi che potevano volare, ma essi non

ci hanno creduto.

Il bruco dice: «No! Può essere possibile per te, ma non per noi.

Tu sei una farfalla, noi solo bruchi!

Noi sappiamo solo strisciare». E chi sa

solo strisciare come può immaginare di volare? È

una dimensione diversa, completamente diversa: la

dimensione verticale."


Lo stato del cammello è quello dell’assimilazione. Il cammello non sa dire no. Fede e obbedienza: queste sono le caratteristiche dello stadio chiamato “il cammello”.

...

Questo è uno stato di pre-mente e di pre-io; ancora non c’è alcuna mente. La mente si sta sviluppando, ma non è un fenomeno completo; è molto vaga, ambigua, oscura, nebulosa.

L’io sta nascendo, ma non è ancora nato: non è chiaramente definito

L’indipendenza subentra solo tramite il no; tramite il sì, nasce solo la dipendenza. Pertanto, in questo stadio del CAMMELLO c’è dipendenza, impotenza. L’altro è più importante del tuo essere: Dio è più importante, il padre, la madre, la società sono più importanti. Il prete e il politico sono più importanti. Eccetto te, tutti sono importanti. L’altro è importante, mentre tu ancora non esisti.

E' uno stato molto inconsapevole. La maggioranza delle persone resta bloccata qui: restano cammelli. In pratica, il novantanove per cento delle persone restano cammelli.

E una situazione molto triste: il novantanove percento dell’umanità resta allo stato di larve, di cammelli.

Ecco perché esiste tanta infelicità e nessuna gioia.

Puoi cercare la gioia all’infinito, ma non la troverai, perché non ti viene data dall’esterno;

se non diventi un bambino, una farfalla — a meno che tu non raggiunga il terzo stadio —, non potrai conoscere la gioia. Non è qualcosa che ti viene dato dall’esterno, é una visione che si sviluppa dentro di te, è possibile unicamente nel terzo stadio.

Il primo stadio è infelice, il terzo è estatico, e tra i due c’è lo stato del leone, il quale talvolta è infelice e talvolta è estatico, talvolta soffre e talvolta prova piacere.

Allo stadio del CAMMELLO sei un pappagallo. Non sei altro che ricordi. Tutta la tua comprensione consiste di credenze che ti hanno dato gli altri. Qui troverai i cristiani, i musulmani, gli hindu, i giainisti e i buddisti. Se vai nelle chiese, nei templi e nelle moschee, troverai grandi raduni di cammelli. Non vi troverai un solo essere umano. Costoro sono come pappagalli che ripetono ciò che hanno sentito; non sono ancora usciti dall’inconsapevolezza, dal loro sonno.

E ricorda: non sto dicendo che questo stadio non sia necessario; lo è, ma una volta completato, bisogna saltarne fuori. Non siamo a questo mondo per restare cammelli tutta la vita. (...)

Ogni cosa ha la sua stagione. Nel primo stadio tutti devono essere un cammello, dire sì e credere in tutto ciò che viene dato loro, assimilandolo e digerendolo. Ma questo è solo l’inizio del viaggio, non la fine.

Il secondo stadio è difficile. Il primo te lo dà la società: per questo esistono milioni di cammelli e pochissimi LEONI. Quando sei diventato un cammello perfetto, la società ti abbandona; al di là di quello,non può fare altro per te. E lì che finisce il lavoro della società, della scuola, del college, dell’università. La società ti lascia in quanto cammello perfetto... con tanto di certificato!

Un LEONE lo devi diventare da solo, ricorda. Se non decidi di diventare un leone, non lo diventerai mai. Questo è un rischio che si devono assumere gli individui. E' un azzardo; ed è anche molto pericoloso, perché diventando un leone darai fastidio a tutti i cammelli intorno a te: sono animali amanti della pace, sempre pronti a fare compromessi. Non vogliono essere disturbati, non vogliono che al mondo accadano cose nuove, perché tutte le novità danno loro fastidio. Sono contro i ribelli e i rivoluzionari; e non solo per ciò che concerne le cose importanti, bada bene... non sono contrari solo a Socrate e a Cristo, che sono portatori di grandi rivoluzioni. I cammelli hanno paura di cose così insignificanti che ogni volta rimarrai sorpreso.

I LEONI non sono benaccetti; la società crea loro ogni sorta di complicazioni. I cammelli ne hanno paura; disturbano la loro tranquillità e il loro sonno, creano preoccupazioni. Ma il vero problema è che evocano nei cammelli il desiderio di diventare leoni. Il primo stato, quello del cammello, è dato dalla società. Il secondo va conseguito dall’individuo. Realizzandolo, ti trasformi in un individuo, diventi unico; non sei più un conformista, non fai più più parte di una tradizione. Il bozzolo cade e diventi un bruco, cominci a muoverti.

Lo stato del LEONE ha queste caratteristiche: indipendenza, capacità di dire di no, disobbedienza ribellione contro l’altro, contro l’autorità, il dogma, le scritture, la chiesa, il potere politico, lo Stato. Il leone è contro tutto! Vuole distruggere ogni cosa e ricreare il mondo da capo, più vicino alle aspirazioni del cuore; ha in mente grandi sogni e utopie. Ai cammelli sembra un folle, perché essi vivono nel passato mentre il leone comincia a vivere nel futuro.

Si crea una frattura enorme. Il LEONE annuncia il futuro, e quest’ultimo arriva soltanto se il passato viene distrutto. Il nuovo può venire alla luce solo se il vecchio cessa di esistere, lasciando spazio al nuovo. Il vecchio deve morire per consentire l’esistenza del nuovo. Pertanto, tra il LEONE e il CAMMELLO è un conflitto continuo, e i cammelli sono la maggioranza.

Il LEONE si manifesta solo una volta ogni tanto, è un’eccezione, e l’eccezione non fa che confermare la regola.Lo scetticismo e il dubbio sono i suoi tratti distintivi.

(..)

Il CAMMELLO è non-egoista, il LEONE è molto egoista. Il CAMMELLO non sa nulla dell’ego, il LEONE non conosce altro. Ecco perché tutti i rivoluzionari, i ribelli — i poeti, i pittori, i musicisti — sono molto egoisti. Sono bohémien: vivono per conto proprio, pensano ai fatti loro; non s’interessano affatto agli altri. Che vadano all’inferno! Costoro non fanno più parte di una struttura, ne sono liberi. Il processo del movimento, il ruggito del leone, è inevitabilmente egoista: essi hanno bisogno di un ego molto forte per addentrarsi in questa dimensione.

A ogni individuo va insegnato l’ego, prima che lo possa abbandonare. Ognuno deve giungere ad avere un ego molto cristallizzato, solo allora abbandonarlo è di qualche utilità, non altrimenti.

Il primo stato, il cammello, è inconscio. Il secondo,il leone, è subconscio: è un p0’ più elevato dell’inconscio.

Quel cambiamento è una sorta di inversione. Il cammello inizia a stare a testa in giù e si trasforma nel leone. Il CAMMELLO dice sì, il LEONE no; il CAMMELLO obbedisce, il LEONE disobbedisce; il cammello è positivo, il leone negativo.

E comprensibile: il cammello ha detto così tanti si che avrà represso il no. Il no si accumula e arriverà un punto in cui vorrà prendersi la rivincita sui sì. La parte negata desidera vendicarsi. A quel punto la ruota inverte il suo corso e il cammello si capovolge, trasformandosi nel leone.

La differenza tra il cammello e il leone è enorme, ma i due animali restano sullo stesso piano. Il bozzolo è fermo in un punto; il bruco comincia a muoversi, ma sulla stessa terra. C’è movimento, ma avviene allo stesso livello. Il primo stato è dato dalla società: il tuo essere un cammello è un dono della società. Essere un leone, invece, sarà un dono che farai a te stesso; se non ami te stesso, non ci riuscirai

Se non vuoi diventare un individuo che ha una sua unicità per diritto di nascita, se non ti assumi il rischio di andare controcorrente, non riuscirai a diventare un leone.

D’altra parte, se comprendi il meccanismo, il LEONE e si forma nel cuore stesso del CAMMELLO. Dicendo continuamente sì e reprimendo il no, quest’ultimo accumula sempre di più. Arriverà un giorno in cui sarai stufo di dire sì: anche solo per cambiare un po’, avrai il desiderio di dire no. Il sapore del positivo è venuto a noia, è diventato monotono; solo per cambiare, si prova il no.

E così che il CAMMELLO, per la prima volta, inizia sognare il LEONE. E una volta che hai assaporato il no — il dubbio, lo scetticismo — non potrai mai tornare a essere un cammello, perché essere un leone porta con sé una libertà incredibile, implica essere liberi.

La maggioranza è ferma al livello del cammello, la minoranza a quello del leone. “Maggioranza”

vuol dire le masse, “minoranza” l’intellighenzia. Gli artisti, i poeti, i pittori, i musicisti, i pensatori, i filosofi e i rivoluzionari sono fermi al secondo stadio.

Sono molto meglio dei cammelli, ma il viaggio non è ancora concluso: non sono arrivati a casa.

Il terzo stadio è il bambino.

Dal cammello al leone, è evoluzione;

dal leone al bambino, è rivoluzione.

Il primo stadio, il cammello, era dipendenza; il secondo era indipendenza. Ma nell’innocenza si arriva a scoprire che non esistono né la dipendenza né l’indipendenza. L’esistenza è interdipendenza: tutti dipendono gli uni dagli altri.

Tutto è un’unica entità. Viene alla luce il senso del Tutto: non io, non tu. Nessuna fissazione sul sì o sul no; e neppure fissazioni sul dire sempre sì o sempre no. Più fluidità,più spontaneità: né obbedienza né disobbedienza, ma spontaneità. E' nata la responsabilità. Si risponde all’esistenza, non si reagisce in base al passato, né si reagisce in funzione del futuro.

Il cammello vive nel passato, il leone nel futuro. Il bambino vive nel presente, qui e ora.

Il cammello è pre-mente, il leone è mente e il bambino è post-mente, o nonmente.

Il cammello è pre-io, il leone è io e il bambino è post-io, o non-io.

Il bambino semplicemente è: ineffabile e indefinibile. E un mistero, una meraviglia.

Il cammello ha ricordi, il leone sapere e il bambino saggezza. Il cammello è cristiano, hindu, musulmano, teista; il leone è ateo; il bambino è religioso:

non è teista, hindu, musulmano, cristiano, ma nemmeno ateo o comunista. La sua è pura religiosità, la cui qualità è amore e innocenza.

Verticale e orizzontale: il viaggio nelle profondità del qui e ora

brani tratti da "Liberi di essere" di Osho

Sono d'accordo su tutto? non lo so..certo che mi ha fatto riflettere parecchio e ancora devo ulteriormente approfondire quanto letto con altre riflessioni.. inizialmente volevo fare una sintesi, ma mi sembrava così di indirizzarvi verso un mio punto di vista ,che tra l'altro ancora non ha del tutto preso corpo, allora ho pensato fosse meglio che vi riportassi in parte le cose esattamente come sono state espresse nel libro..senza intervenire con nessuna interpretazione da parte mia!

ps. per Stefi...riguardo al fatto che le cose non accadono casualmente...guarda sulla colonna a destra ...tempo fa per gioco ero entrata in un sito dei tarocchi di Osho...e dopo aver espresso una domanda, la carta di risposta in cui era rappresentato un leone, fu questa:

È tempo di dare uno sguardo al riflesso del tuo volto nello stagno, e di fare un passo per spezzare qualsiasi cosa tu sia stato condizionato dagli altri a credere di te stesso. Danza, corri, scuotiti, fai gibberish - fai qualsiasi cosa ritieni necessaria per svegliare il leone che dorme dentro di te. (testo tratto dal sito:http://www.osho.com - la carta del Condizionamento)

Ora tralasciando l'aspetto ludico della cosa, quelle parole per me avevano assunto un altro significato : quello delle risposte, che quando cerchi e stai attenta a cogliere i segnali, ti vengono da ogni dove...anche da una persona incontrata per strada o su un autobus, da un email ricevuta da una amica, da un libro che ti chiama..:)))))
ma soprattutto ...soprattutto arrivano le domande!!! ;)

ti guardi intorno ..e arrivano le domande

ah! dimenticavo ..se volete conoscere un LEONE...leggete questo post di Tracce indelebili dove si riporta un articolo sul terremoto :
-tracceindelebili.blogspot.com. - ma-io-per-il-terremoto.html



domenica 5 aprile 2009

Felicità ..Janas chieditelo! e...chiediamocelo allora!

"Cosa è la felicità quando poi non sei felice davvero...Janas chieditelo."


La vita è dura da sopportare: ma non prendete arie da volermi intenerire! Tutti insieme siamo dei begli asini, maschi e femmine.
Che cosa abbiamo in comune con il bocciolo di rosa che comincia a tremare perché una goccia di rugiada vi si è posata sopra?
È vero: noi amiamo la vita, non perché siamo abituati alla vita, ma perché siamo abituati ad amare.
C'è sempre qualche pizzico di follia nell'amore. Ma c'è anche sempre qualche pizzico di ragione nella follia.
Ed anche a me, che sono buono verso la vita, sembra che le farfalle e le bolle di sapone, e gli uomini ad esse simili, siano coloro che sanno meglio che cosa è la felicità.
Queste animule leggere, pazzerelle, graziose, mobili, svolazzano qua e là per curiosità; e ciò induce Zarathustra a commuoversi fino alle lacrime e al canto.
Per me io crederei solo ad un Dio che sapesse danzare.
Quando vidi il mio diavolo, scoprii che era serio, esauriente, profondo, solenne: era lo spirito della gravità, in virtù del quale cadono tutte le cose.
Non è con l'ira, ma con il riso che si uccide. Uccidiamo dunque lo spirito della gravità!
Ho imparato a camminare: da allora mi lascio andare.
Ho imparato a volare: da allora non voglio più ricevere, spinte per muovermi.

Ora io sono leggero, ora io volo, ora io vedo sotto di me, ora danza un dio in me."
Così parlò Zarathustra. (F. Nietzsche)

poi c'è anche chi rinuncia...e rimane a guardare...o come dice Gaber.."senza più neanche l'intenzione del volo!"



ok..ci provo! sapendo che non sarà facile individuare un concetto come "la felicità" sapendo che ogni individuo ha un proprio concetto riguardo a questo sentimento e a come raggiungerlo...
c'è la felicità che è data da piccoli attimi, momenti che ci sfiorano, lievemente e poi ci lasciano un sapore dolce e amaro...o ci travolgono con la loro intensità, per poi riportarci a uno stato di torpore..di non sentire...di rimpianto per un emozione o di un tenero ricordo, una felicità che ci sorprende, inattesa, a volte non consapevole!
E poi c'è per me un'altra felicità ...è di questa che voglio parlare!
E' una felicità diversa...
Ci sarebbe da chiedersi: perchè molta gente non si sente felice? Cosa gli manca per esserlo?
Ogni persona probabilmente darebbe una risposta diversa, e poi dentro ogni risposta bisognerebbe indagare quanta consapevolezza c'è dentro di essa!
E io dovrei risolvere questo grande enigma in un solo post? Mi dispiace non credo di esserne capace! Dovrei avere anch'io una consapevolezza che non credo di avere!
Ma mi piace indagare...
la sto cercando anch'io..e non so dove mi porti questa ricerca!
Fra le tante frasi e citazioni che campeggiano in questo blog da quando è nato, ve ne una, che potrebbe considerarsi la ragione che mi ha spinto ad aprire un blog, proprio come una sorta di diario, su cui annotare i miei percorsi per raggiungerla:
Sono determinata ad essere felice!
A leggerla ora mi fa sorridere...
SICURO!!.. farà sorridere anche voi...
VI VEDO CHE SORRIDETE.. e magari pensate:
"Seh bastasse essere determinati, per essere felici!!!"

Questa frase è nata dalla lettura di Fromm..egli intendeva parlando di questa determinazione, il voler capire a che punto si è arrivati nel corso della vita, quali sono le conseguenze di ciò che si fà, quali gli obbiettivi essenziali...
insomma una cosa facile facile... no?
Tempo fa pubblicai un altro post su Fromm :Avere o essere?
e dalla lettura di esso già si può capire perchè, spesso nella struttura della nostra società, l'uomo, non riesca a trovare la sua "felicità" senza iniziare un percorso di critica e di revisione di quanto da essa viene imposto o fatto credere!
Osservate la società nella quale viviamo e abbiamo sempre vissuto...cosa ci chiede?..ci chiede di ESSERE o di AVERE?
"..insomma qualsiasi forma di attaccamento quasi morboso alle cose, tipico della società consumistica e capitalistica, che porta l'uomo a una sorta di alienazione, dove alla fine non è lui che possiede le cose ...ma sono le cose che possiedono lui, per il fatto che identifica la propria esistenza basandosi proprio su quanto ha!"
... senza riportarvi tutto il post di Fromm, sostanzialmente non pensate anche voi che , una delle ragioni per cui l'uomo non riesce a raggiungere la Felicità ...è perchè egli troppo spesso rinuncia ad Essere??
Pensate che questo sia vero..o possibile? non so cosa voi crediate ...però nel ragionamento che intendo perseguire questo è il mio primo postulato:

- per essere felici bisogna Essere...(sul concetto di essere e avere vi rimando al post di Fromm)

l'altro postulato che trova fondamento anche dalle ultime letture, da Jung..da Fromm, da Osho (e qui è doveroso ringraziare Stefi...per i testi integrativi di Osho..che mi sono stati di grande aiuto...! grazie!)
- per raggiungere la felicità bisogna seguire un percorso di crescita interiore, nel quale si passa dall' individuazione al superamento del proprio egocentrismo, per giungere alla vera nascita..

Che dice Osho? Nietzsche che dice? :))) fra un po cercherò di riassumerlo...

ma intanto beccatevi anche una bella riflessione su questa parola..anzi su questa domanda: cosa significa la parola INDIVIDUO? IN-DIVIDUO ? etimologicamente significa indiviso..non separabile..
individuo....
dunque se ciascuno di noi è un INDIVIDUO...se questa parola significa UOMO, PERSONA, ovvero "tutto ciò le cui parti non possono dividersi, senza perdere la sua effigie, il suo carattere, e quindi tutto ciò che ha una personalità, un esistenza tutta sua speciale...." possiamo pensare che l'infelicità nasca proprio dal fatto che, al contrario, noi viviamo separati da noi stessi? Dal nostro Essere profondo? Dove ci siamo persi? e quando? e come? e se non fosse così? Se non si trattasse tanto di essersi persi..ma di aver rinunciato a quel percorso di crescita che avrebbe permesso di trovarci?

che dice Osho? Nietzsche che dice?...

Nietzsche parla di tre metamorfosi dello spirito
: " come lo spirito diventa cammello, e il cammello leone, e infine il leone fanciullo"
..
.queste metafore del cambiamento o crescita, vengono riprese nel libro di Osho: Liberi di essere (grazie ancora Stefi)

ma questo ve lo racconto nel prossimo post...voi capite...devo fare una foto a:
UN CAMMELLO
UN LEONE
e UN BAMBINO...
ora i cammelli non è che s'incontrano troppo facilmente vero?
SBAGLIATO

...SIAMO INVASI DAI CAMMELLI!!!
e i leoni? ...e quelli sono decisamente più rari....
e i bambini...oh ci sono tanti bambini...ma il bambino di cui parlano
Nietzsche e Osho eh! anche quello è rarissimo...


Il pensiero successivo è immancabilmente più saggio. Euripide
"Cose che odio: le persone serie-le false bionde-lo storicismo-gli astemi-i furbi- i delitti per onore-il titolo di dottore...(Dino Buzzati)

citazioni

La felicità non è uno stato a cui arrivare, ma un modo di viaggiare." (anonimo)



"La politica non è l'arte del possibile. Consiste nello scegliere tra il disastroso e lo sgradevole." John Kenneth Galbraith


"I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere." Marco Fabio Quintiliano

"Chi avrà visto la verità rimarrà per sempre inconsolabile." Alessandro Baricco

La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono.
George Bernard Shaw

Vi sono momenti in cui uno si trova nella necessità di scegliere fra il vivere la propria vita piena, intera, completa, o trascinare una falsa, vergognosa, degradante esistenza quale il mondo, nella sua grande ipocrisia, gli domanda . Oscar Wilde

Preso nel suo complesso, il mondo è un mostro pieno di pregiudizi, affardellato di preconcetti, corrotto dalle cosiddette virtù; esso è un puritano e un fatuo. Il segreto della vita è l'arte di sfidarlo. Sfidare il mondo - ecco quale dovrebbe essere il nostro scopo, invece di vivere per accondiscendere alle sue pretese, come facciamo per lo più. Oscar Wilde

da Dialogo con gli Internauti - aforismi da un carteggio con Claudio Ronco

Ho conosciuto persone coltissime che erano preda predata della propria cultura, più schiavi degli ignoranti. In effetti ben sai che la cultura non basta, se non c'è umanità e apertura, etica e generosità.

Dario Chioli

cito Fromm

Sono determinata
a vivere felice...

cito qualcuno di cui non ricordo il nome:
il vero guru è quello che sta dentro di te,
tutto è qui, non cercare fuori di te,
tutto quello che potrai trovare fuori
è per natura mutevole, impermanente.
Ti puoi illudere di trovare stabilità nella ricchezza,
poi quella finisce.
Puoi pensare di trovarla nell'amore di una persona
che poi se ne va, o nel potere che facilmente cambia di mano.
Puoi affidare la tua vita a un guru e quello scompare
No, Niene di ciò che è fuori ti appagherà mai.
La sola stabilità che può aiutarti davvero è quella interiore

janas

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Janas

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L'angolo delle citazioni:

Quale è il tuo cuore, tale è il tuo Dio
(Ludwig Feurbac)

ho l'abitudine di dire ciò che penso anche nei casi in cui rischio di essere capito (G.p. Lepore)

Non sempre sono del mio parere (Paul Valery)

Finchè un uomo pensa, egli è libero (R.W. Emerson)

e infine....

solo due cose sono infinite.. l'Universo e la stupidità umana
e non sono sicuro della prima (Albert Einstein)