lunedì 14 settembre 2009

La Vita è ciò che facciamo di essa



È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […]
La Vita è ciò che facciamo di essa. I Viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
(F. Pesssoa)

19 commenti:

Caty ha detto...

...una volta qualcuno disse alla radio che in fondo non è vero , i viaggi non mutano chi li compie , ma forse non aveva considerato che l'unico che realmente facciamo è dentro noi stessi...

Lucignolo ha detto...

Qualcuno non crederà che quel cielo era davanti il balcone di casa,
intuire che bastasse uscire e alzare gli occhi.

Ma forse tu immagini altri cieli e di essere altrove.

Splendida la foto con lo sfondo nero, uno squarcio nell'animo.

sileno ha detto...

Diceva B. Disraeli:
"Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto".

laumig ha detto...

concordo, la foto è suggestiva su questo blog.

riri ha detto...

..qui diventa quasi sogno:-)

Luigina ha detto...

Spesso ciò che vediamo è ciò che vorremmo essere e perciò credo che sia per questo motivo che spesso mi capita di vedere nelle fotografie ciò che non avevo visto bene con i miei occhi. Le tue sono sempre superbe

Baol ha detto...

Le tue foto sono poesie e come disse Pessoa:
"il poeta è un fingitore,
finge così completamente
da credere che sia dolore
il dolore che davvero sente"

un abbraccio

rom ha detto...

Buddha diceva, circa: 1- fa' in modo che in ciò che è visto ci sia solo ciò che è visto; 2- non ti identificare con ciò che vedi;
3- non ti identificare nemmeno in quello che vede.
Allora non ce l'ho fatta a stare zitto, e gli ho chiesto: scusa, ma se non sono le cose che vedo, se non sono quello che vede, ma io dove sto, chi so'?
Bè, sai che m'ha detto?
Ha detto: eh, eh...
Per fortuna che m'ha preso da parte un vecchietto, e m'ha calmato dicendomi: cerca il mondo, e troverai te stesso; cerca te stesso, e troverai il mondo.
Non l'ho capita comunque, però m'ha calmato.
Ora devo capire questo pessoimista che tu hai postato, che dice.
:-)

desaparecida ha detto...

Ciò che vediamo è ciò che sentiamo.

Ogni volta (dopo avere impiegato almeno 3 minuti per aprire il tuo blog) resto attaccata al video a leggerti e sentirti...
e immagino sempre qlcosa che nn riesco a dirti.
Di bello.

Un bacio :)

JANAS ha detto...

Caty...è vero, l'unico Vero viaggio è quello dentro noi stessi, e se ci rifiutiamo di compierlo questo viaggio, forse tutto il nostro peregrinare e le esperienze fatte nel peregrinare in giro per il mondo, forse non servono a granché!

Lucignolo ...e invece era li, e chissà quante altre volte, cieli come quello, stavano la fuori dalla finestra e noi non eravamo li a guardarli...
chissà stavamo osservando altro..
forse eravamo altrove..o immaginando altri cieli?
non lo so! :)

Sileno come dire che i viaggi riescono comunque a innescare altro in noi, indipendentemente da QUANTO abbiamo visto..allora è importante anche il COME..è il COME che fa la differenza allora? e il COME siamo noi? Come sentiamo..come vediamo, cosa scegliamo di vedere..

Laumig grazie ! :)

Riri...sogno..mi piace!! :)

Luigina, eh..essere nuvola, in quel cielo..o cielo in quella nuvola?

Baol ..mah grazie! :)
Conoscevo questo passo di Pessoa e mi aveva lasciata non poco perplessa...non ho capito bene cosa intendesse...il poeta finge o si immedesima in un dolore, finge e/o si immedesima a tal punto, da sentirlo vero? Può essere...i poeti sono così sensibili da far diventare loro un dolore che non gli appartiene, magari intravvisto negli occhi di un altro o chissà ..vedendo in una nuvola e nel vuoto intorno ...come dice Lucignolo, uno squarcio nell'animo!!

Rom :))) io sono già incasinata di mio...ma vedo che anche tu non scherzi!! ;))
Ecco ora mi hai confuso ancora di più le idee!!!
DUNQUE

1) FAI IN MODO CHE IN CIO' CHE E' VISTO CI SIA SOLO CIO' CHE E' VISTO (non ci devo mettere niente del mio modo di vedere, non devo interpretare ciò che vedo, ma semplicemente guardare senza inserire ciò che guardo, in una delle mie categoria di giudizio?..Az la vedo (la vedo?) dura!!! )

2)NON SONO IO CHE VEDO

3) IO NON SONO QUELLO CHE VEDO NE CIO' CHE VEDO,
e tu giustamente ti chiedi: chi sono allora ..e lui se ne esce con un eh!eh??
Az...ma non c'era la soluzione scritta al contrario come in tutte le "settimane enigmistiche??"
Cercarsi così profondamente da trovare il vero se stesso, che non è quello che vede ne colui che vede..
allora
1) quello che vedo è esterno a me...
2) io stesso che vedo, non sono io! Non sto guardando con i miei veri occhi?
BASTA!!! MI STO RINCITRULLENDO...
un vero ROM_PICAPO!! :))))))))))))) stanotte ci penso...
intanto vado a cercare il mondo per vedere se è vero che trovo me stessa...o forse cerco me stessa per trovare il mondo!! Si ...effettivamente è più rasserenante! :))
tu pensa a Pessoa!! :)) e quando hai capito qualcosa fammelo sapere eh!!

JANAS ha detto...

Desa...:))
impegnata a scrivere su dubbi amletici, non mi ero accorta che nel frattempo era arrivato anche il tuo commento...
"ciò che vediamo è ciò che sentiamo" , sempre pensato così anch'io...ognuno vede (ma pare che Budda non sia d'accordo!!) per come sente...cioè attraverso le proprie emozioni, c'è da chiedersi se sia giusto o sbagliato! Certo se volessimo vedere le cose per come sono veramente forse non dovremo leggerle attraverso il nostro sentire..
si..si smetto che mi si sta veramente surriscaldando il cervello...

riri ha detto...

Ciao Janas, vedo che ti piace Pessoa, piaceva tant anche ad Antonio Pannone, non si è più "visto". E' difficile la vita, sentire per quello che si immagina, scrivere per dare un senso alla nostra esistenza, non saprei, a volte ho paura di riflettere troppo, lascio decisamente che la vita scorra così com'è, senza troppe pretese...
ho un'amica buddista, è molto serena, un distacco da tutto, non condivido anche se rispetto il concetto diverso di percepire sensazioni, anche la poesia a volte mi sembra uno scritto indelebile dell'anima, poi...
Mi fermo qui e ti auuro una buona domenica:-)

marina ha detto...

Non sono così sicura che la vita sia sempre ciò che facciamo di essa. Se non nella poesia.
Ma la poesia, quando è bella come quella di Pessoa, è sempre vera.
marina

Kniendich ha detto...

Ogni viaggio che si affronta, è un cambiamento che si compie, una rinascita, una crescita.
Torno adesso da un viaggio e anche questa volta il bagaglio di emozioni, esperienze e sensazioni è pieno, pienissimo di nuovi elementi da filtrare nel tempo che mi divide dal prossimo..
Quando viaggi si incontrano volti che non si vedranno mai più, atmosfere mai uguali, sensazioni e odori che forse non esistono... è come un mondo a se, come entrare in una dimensione extraumana dove tutto quello che si affronterà potrebbe essere solo una proiezione di se stessi; da un viaggio si viene rapiti senza pietà, rimanendone segnati per tutta la vita..
Sono assolutamente convinto che ogni viaggio compiuto è una vita vissuta...

Un bacio mia cara Janas..

JANAS ha detto...

Riri...si mi piacciono alcune poesie di Pessoa, non tutte!
E Antonio Pannone non è scomparso dal Blog..è tornato con un nuovo nome...;)

Marina..le mie ultime letture invece mi stanno convincendo sempre di più, che buona parte di quello che facciamo o non facciamo della nostra vita, sia il frutto o il risultato di molte nostre scelte, che nascono dal nostro modo di vedere le cose..e qui bisognerebbe fare un discorso troppo lungo e articolato, quindi per spiegarlo più facilmente uso il solito banale (e poi non tanto banale) esempio del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno..
in realtà il bicchiere a guardarlo bene non è ne mezzo vuoto ne mezzo pieno..
diciamo che c'è un certo quantitativo d'acqua,uguale per chiunque lo guarda! Siamo noi, a vederlo in un modo, piuttosto che in un altro...e questo nostro modo di vederlo, ci condizionerà nel rapportarci ad esso...chi lo vedrà mezzo vuoto, probabilmente si avvicinerà ad esso con il timore o l'ansia di finirlo troppo presto..avrà paura di usufruirne come e quanto ne vorrebbe rispetto a chi invece lo vede mezzo pieno...così dinnanzi a una medesima situazione, due persone agiranno, penseranno, crederanno in modo diverso..
Quindi tolti gli "eventi" imprevedibili della vita, e per i quali nessuno può nulla, sono portata a pensare, che la nostra vita, nel bene e nel male, è sempre ciò che noi facciamo di essa!

kni! anch'io torno da un brevissimo viaggio, e non posso che essere d'accordo con te! Sia nel viaggio interiore che nel viaggio "esteriore", sia calandoci nella nostra realtà che nella realtà di altri, luoghi o persone, e possibile trovare stimoli che ci avvicineranno a capire meglio noi stessi e gli altri.
oh..cavolo forse è questo che voleva dire il vecchietto di Rom, quando diceva: cerca il mondo, e troverai te stesso; cerca te stesso, e troverai il mondo.
un abbraccio..

UIFPW08 ha detto...

La vita siamo noi
e ce ne accorgiamo quando guardiamo come siamo cambiati nel tempo anche attraverso le nostre foto..
la vita siamo noi. che cambiamo piano come il tempo.

lulu ha detto...

veramente piacevole "sfogliare" il tuo blog, complimenti ^^ lulu

Nazzareno ha detto...

"La vita è ciò che facciamo di essa", purtroppo, aggiungo io, perchè generalmente le nostre vite non ci piacciono o quanto meno non ci piace la consapevolezza del tempo sprecato dietro alle mille banalità che il piazzista di turno ci ha venduto (e ci vende ancora) come assolutamente indispensabili... e noi lì, sazi di niente, con mille rimpianti e il difficile proposito di un tempo migliore.

JANAS ha detto...

Maurizio...si, la vita siamo noi, come siamo e come scegliamo di essere...:)

Lulu grazie!! :D

Nazzareno non è tanto la consapevolezza che non ci piace, quanto il fatto che nonostante essa, restiamo immobili, incapaci di dare una svolta decisiva alla nostra vita e liberarci una volta per tutte, di tutto quello che riteniamo inutile e non vero per noi, di tutte quelle banalità di cui parli..continuiamo a trascinarci dentro la futilità di un vivere che non ci appartiene... perchè il tempo migliore non viene..dobbiamo trovare il coraggio di crearlo!!