lunedì 11 maggio 2009

e tu chi sei?

La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.
Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve,
nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare
- vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere
- sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose
quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire-
perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose,
e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande,
perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo.

Uno si costruisce grandi storie, questo è il fatto, e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono, e inverosimili, se le porta addosso, e basta.
Si è anzi felici, di cose del genere. Felici. E potrebbe non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa, nel cuore del gran marchingegno fantastico,
tac, senza nessuna ragione, si rompe d'improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l'hai più addosso,
ma davanti, come fosse la follia di un altro, e quell'altro sei tu. Tac.
Alle volte basta un niente. Anche solo una domanda che affiora.
Basta quello.

(Oceano Mare) Alessandro Baricco

11 commenti:

Pimpinella ha detto...

Cara Janas,
ma secondo te, quando si perde la felicità si puo' tornare indietro? Fare finta di non sapere, essere consapevoli che di verità non ne esiste soltanto una, o meglio ancora che la verità forse non esiste per niente. Riuscire ad andare oltre, bypassare il marchingegno stesso, perchè tanto non lo capirai mai.
Si puo' essere felici? Io penso forse si...forse basta smettere di farsi domande...

UIFPW08 ha detto...

Sempre emozionante Baricco.. Ciao JANAS
un bacio.

JANAS ha detto...

Pimpinella eh! bella domanda ..non so se si possa tornare indietro e recuperare una felicità che si è persa...ma sono certa che si può andare avanti per cercarne una nuova, magari più intensa o comunque semplicemente diversa!
Fare finta di non sapere..invece mi
sembra un modo di auto_ingannarsi, che facciamo ci prendiamo in giro da soli? Ci tradiamo?
Per quanto riguarda la verità, credo che, di verità ne esistono infinite e tutte potenzialmente vere per me quanto false per gli altri e viceversa,
..tutte potenzialmente vere in un certo momento o contesto quanto potenzialmente false pochi minuti dopo..in un altro tempo e in un altro contesto...di sicuro non esiste MAI una sola verità!!
Non smetterò mai di farmi domande, per paura di perdere la felicità ...se la felicità si frantuma per una domanda...non era già più felicità ..era la FINZIONE DELLA FELICITA'...
ti riporto una testimonianza tratta da un libro di psicologia:
" certo la consapevolezza implica sofferenza, specie in chi deve ammettere che, lasciando invadere la propria terra di nessuno e dimenticandosi di vivere, ha compiuto il più grave, imperdonabile e irrimediabile dei tradimenti, non solo nei confronti di se stesso ma anche verso i propri figli.
Ma io non sapevo...potrei dire. Ma non è proprio questa la colpa? Non aver voluto sapere, non aver voluto capire una realtà che pure parlava da sola? E per non vedere, autoingannarsi così a lungo e grottescamente, a costo di enormi sofferenze del corpo e dell'anima, per tutti.
Se penso quanto poco sia mancato che la mia vita procedesse così ciecamente ed incrollatamente fino alla fine, mi atterrisco...(da i seminari di Maurizio Andolfi)
no no!! ben vengano le domande..
prima o poi arriveranno anche le risposte!
un abbraccio Pimpinella..che fa domande complesse e per cui le risposte non le ho ben chiare nemmeno io ..ma c'ho provato a trovarle per te e per me ...

UIFPW08 ..si! ciao Maurizio..un abbraccio!

riri ha detto...

..bella domanda Janas...
sono l'onda dolce e tumultuosa, quella che si abbatte sulla spiaggia e quella che rinfresca...quella che si perde e si sente perduta, ma anche quella che si ritrova ogni giorno, con un giorno in più da vivere e questo basta, perchè la vita per me è una scommessa, la felicità è un discorso tortuoso, momenti forse, attimi, ma è la serenità a cui aspiro/aspiriamo, credo, quella che ci fa vedere le cose con gli occhi "giusti"..ed è bello perdersi nello sguardo di qualcuno..senza remore, senza tirarsi indietro, scoprendo la nostra e la su anima...

mi piace Baricco, lo ammiro molto..
da Torino un caro saluto.

Pimpinella ha detto...

Scusami, non era proprio una domanda diretta a te, è che le parole di Baricco mi hanno portato in una specie di trance allucinatorio che sono andata un po' oltre.. :)
Pero' in effetti è una domanda che mi pongo spesso ultimamente... forse è anche questo che mi manda un po' in tilt. :(
Grazie per aver fatto un "post dentro il post" dedicato ai miei vaneggiamenti :)
un caro saluto
Pimpi

beyk happel ha detto...

Sniff...sniff...
"Ucci, ucci, ucci, sento odor di cristianucci..."
O meglio, di cammelli, leoni e bambini... ;)

ellen ha detto...

quel ragno è veramente.... *__*
(baricco è baricco :) )

JANAS ha detto...

Riri è bella la descrizione di te come un onda ora tumultuosa ora rinfrescante...rispecchia spesso i nostri stati e modi di essere che si alternano fra diversi momenti e fasi della vita...:)
non c'è niente di più bello che perdersi nello sguardo di qualcuno, capire quello che gli occhi riescono a trasmettere in un linguaggio tutto loro, autentico, che solo ad altri occhi attenti e sensibili, è concesso di capire!!!
Sai che a volte ho la sensazione che la gente non si riesca più a capire perchè non si guarda negli occhi e sfugge gli sguardi??

Pimpinella scusami perchè? non hai niente di cui scusarti! semmai ti devo ringraziare per i tuoi spunti di riflessione che non sono affatto vaneggiamenti!
un abbraccio!

Beik...sniff sniff eh?
in effetti "c'è baruffa nell'aria"!!! :))))))))))))))))

Ellen...il ragno è ...Baricco è Baricco...Ellen è? :)

maummagumma ha detto...

"Non smetterò mai di farmi domande, per paura di perdere la felicità ...se la felicità si frantuma per una domanda...non era già più felicità ..era la FINZIONE DELLA FELICITA'..."

è molto bello quello che hai scritto, quanto è difficile porsi davvero delle domande e non cercare risposte di comodo, ma essere disposti a vedere le vere risposte, quelle che necessitano di tanto coraggio


ti abbraccio,
mau

JANAS ha detto...

grazie Maumma!!
riguardo al domandare ho trovato questa bella citazione che riassume credo quello che intendiamo entrambi!
"La domanda è già un miracolo. È il primo modo della coerenza, del compimento di sé, della propria libertà." (Luigi Giussani)
un abbraccio per te! :)

Stefi ha detto...

E' sul costruirsi le storie che sto pensando ultimamente..e da quando hai postato questa cosa, continua a gironzolarmi per la testa..
a forza di andare, sono arrivata a qualche conclusione anch'io..forse c'arrivo troppo tardi, come sempre, quando, seduti attorno ad un tavolo, si parla di indignazione e del futuro della scuola..
ma io è adesso che sono arrivata al punto..
un mese di spunti, un viaggio in solitaria a 500 km da casa, una meravigliosa chiacchierata su una panchina ventosa di un parco e una emozionante passeggiata lungo il fiume, tra la gente, mi hanno fatto capire che è ora di fare TAC! Anzi, ho capito che aveva già fatto TAC, solo che ho deciso di darci ascolto pure io!
e quindi..beh, grazie anche a te! eheh
quel vento ha solleticato anche i miei pensieri..e, come sempre, ho avuto la prova che le coincidenze non esistono..ci si interseca, in strade differenti, e ci si ritrova sulla stessa panchina, con lo stesso zaino pesante..e poi si riparte, di nuovo, ognuno per la sua strada..

ed ora che ho la mente sgombra e i pensieri che hanno trovato la chiave per aprir la porta giusta, son pronta per tuffarmi nella scuola e nella sua costruzione di un futuro migliore..ecco, tra un po' arrivo pure lì!
cia'!